optimistic in green


Le abitudinarie forze
Maggio 17, 2009, 11:18 am
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Questo è il post numero 217. Eh sì, gran traguardo raggiunto, strappato, filo attaccato allo stomaco, corri corri corri. E cado dentro la stanza. Un colpo è no, due non lo so, tre sì! Devo resistere più che posso, almeno finché la luce me lo permette. Bisogna restare nello stadio intermedio, e non lasciare la luce. La mandibola che traballa non deve impressionare, almeno non più di tanto. Il colore è quello della luce, la luce ha quello di colore. Un colpo è no, due non lo so, tre sì.



Io voglio la cosa giusta
Maggio 15, 2009, 1:33 pm
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Sono appena sceso dall’aereo che mi porta quì a Technoticlan. Non ho neanche fatto in tempo a tirare il solito calcio di beneaugurante scampato pericolo all’ala, gesto che mi serve ad iniziare male la giornata, perché quando mi fa male il piede la giornata inzia con il piede sbagliato. Cambiar piede non serve, mi affido all’estrema ratio di cambiare ala, ma questa è un’altra storia.

È imperdibile la sensazione che si prova quando tutto va a gonfie vele, quando i colori invadono la realtà e vortici di stelle filanti si aggrovigliano su tutto il tuo corpo! Del viso rimane solo un lucente sorriso, nel caleidoscopico fluire di effervescenze, balli, luci, aria tersa, sole che invade la tua fronte e radiosa felicità che solo migliaia di palline colorate in un luna park iper rumoroso possono simboleggiare.

Infatti smetto subito di solleticarvi, e mentre  attendo la carovana di lumache, vi apro una piccola finestra su quanto anche voi potete ora ammirare. Quì



E ti stavo dicendo P-Art 1
Maggio 15, 2009, 1:08 pm
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Stamattina, come al solito, ho incontrato mentre mi dirigevo al lavoro Pacchiapapparoni. Personaggio dal grande carisma lui. Ama farsi chiamare “l’argonauta dell’Oceano Pacifico”, ed io non lo contraddirò di certo.  Abbiamo attraversato insieme la strada, e come al solito si è fermato sulla striscia centrale delle strisce pedonali per contare quante ne avesse già lasciate dietro, e quante ancora ne rimanessero da attraversare.

Problema atavico: non c’è una corretta sistematizzazione delle strisce, perciò quando sono in numero dispari la cosa si risolve in fretta: insulti, sberleffi di ogni sorta che rivolge a sé ed ai passanti, e la cosa si chiude lì. Altrimenti la scelta non cade. Cade lui, investito da un misto di fuliggine e pietrisco. Sono io che solitamente glielo rovescio addosso.

Lui ringrazia, scrolla la polvere dalla cannottiera, e riattraversa al contrario la strada. La striscia pari  è ora coperta, quella dispari ancora in evidenza. Anche oggi tornerà a casa.



|Se -|resto in vita–li vedo ||tutti-|
Marzo 26, 2008, 10:59 pm
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Eccomi qua. O eccomi la a dire il vero.

Sono abbastanza sicuro di quello che non farò in un certo lasso di tempo:

| non farò el camino de Santiago de Compostela

| non comprerò una macchina nuova, e neanche due

| non andrò a fare ricci con i calamari ai piedi

| non mi pentirò

| non sbaglierò strada entrando in acqua

però—questo sì